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Prologo
Nella bella Neo Verona, dove noi collochiamo la nostra scena, ci sono due famiglie di pari nobiltà, ferocemente opposte l’una all’altra a causa di una vecchia inimicizia, per la quale ora c’è in corso una guerra civile. Da queste due famiglie nemiche sono nati una coppia di amanti, contrastati dalla sfortuna… (William Shakespeare)
Un urlo femminile riecheggiò nella notte, mentre la lama della spada entrava con facilità nel corpo minuto della donna, uccidendola.
_ Taisho…_ digrignò, l’uomo tenuto prigioniero dai sottoposti dell’assassino, mentre la rabbia e il dolore gli consumavano il corpo e l’anima: _ Non credevo…non credevo che saresti arrivato a tanto…_
Taisho si voltò verso il prigioniero, il fuoco, che rischiarava l’ambiente, si riflettè nei lunghi capelli argentati dell’uomo e negli occhi del colore dell’ambra: _ Da stanotte, la terra di Neo Verona non sarà più in mano agli Higurashi…_ dichiarò l’uomo, mentre il vento, che entrava dalle finestre spalancate, muoveva il mantello nero che lo copriva: _ I Taisho detteranno legge…_
_ Sei un folle!_ urlò Higurashi:_ Non era questo che il Principe voleva!_
_ Tu non sai cosa lui voleva!!!_ urlò Taisho.
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_ Non piangete, hime*_ mormorò una bambina, rivolta ad una più piccola, che la teneva saldamente per mano: _ Saremo da vostra madre presto…_
_ Sango-chan*…_ piagnucolò la piccola, asciugandosi le lacrime e guardando con occhi umidi la bambina più grande.
Un gemito attirò l’attenzione delle due piccole: Sango si affacciò alla stanza dei padroni del maniero, immediatamente imitata dalla piccola lady.
Sango trattenne il respiro, mentre vedeva il nobile Higurashi infilzato da una spada.
_ Padre…_ mormorò la piccola lady, quando il padre cadde a terra morto.
Sango si affrettò a zittire la sua padroncina, ma non fece in tempo e, quell’unica parola, attirò l’attenzione delle guardie di Taisho.
_ Chi c’è?_ gridò una guardia, mentre le due piccole scappavano via, lontano.
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_ Sterminate la famiglia Higurashi…non deve sopravvivere nessuno…_ dichiarò Taisho, mentre guardava il corpo senza vita del suo rivale.
Le guardie assentirono e uscirono dalla stanza, obbedendo all’ordine e uccidendo chiunque incontrassero. Taisho sorrise, scansando il corpo di Higurashi e osservandosi allo specchio, davanti a lui: un sorriso maligno gli comparve sulle labbra; mentre gli occhi diventarono, seppur per un attimo, rossi come il sangue.
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Sango correva per i lunghi corridoi del castello, trascinandosi dietro l’erede della casata degli Higurashi…adesso che il Signore e la Signora erano morti, per mano di Taisho, la piccola Kagome rimaneva l’unica sovrana legittima di Neo Verona…e suo dovere era proteggerla.
Due guardie di Taisho le raggiunsero e si pararono davanti alle due bambine…Sango guardò i due spaventata, facendo da scudo alla piccola Kagome…chiuse gli occhi, quando sentì sguainare le lame…
Un lamento e un gemito, fece riaprire gli occhi alle due bambine: le guardie di Taisho erano state uccise da un fedele alla casata degli Higurashi.
_ Daidara-sama*…_ mormorò la piccola Sango, riconoscendo l’uomo.
_ Hime, sono felice di vedere che siete in salvo…_ mormorò Daidara, inginocchiandosi e tendendo una mano alle due bambine: _ Venite…scappiamo…_
La fuga di Daidara fu rocambolesca: correndo con le due bambine, in collo, lungo i corridoi del maniero degli Higurashi, uccidendo chiunque intralciasse il suo cammino.
Alla fine, l’uomo, riuscì a raggiungere l’esterno e si lanciò nel dirupo, venendo subito recuperato dal suo dragone.
Il dragone, somigliante ad un cavallo, con ali da pipistrello, sfidò le intemperie notturne, mentre il cavaliere teneva ben salde le due bambine al suo petto, portandole lontano da quel luogo di morte, che era diventato il maniero Higurashi. Daidara poteva sentire, nel vento notturno, gli urli dei suoi abitanti che, svegliati improvvisamente, venivano uccisi dai sottoposti di Taisho.
Hime: principessa
-chan: suffisso confidenziale
-sama: suffisso onorifico
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